Digital Euro: intervista a Giampaolo Lo Conte

L’imprenditore e trader italiano ci dice la sua in merito alla moneta digitale europea denominata Digital Euro, divenuta ufficialmente un “trademark” a fine settembre grazie alla pubblicazione del progetto da parte della BCE.

Da circa un anno si parla del progetto di erogazione di una criptomoneta lanciata dalla Banca Centrale Europea che avrebbe avuto il suggestivo nome di “Eurocoin”. Gli appassionati di criptomonete hanno fantasticato sulle potenzialità di quelli che sarebbero stati i benefici degli investimenti su una criptomoneta continentale; parliamo al passato perché, come state per leggere, il progetto è uscito alla scoperto a fine settembre e non si tratta di una criptomoneta. Si chiama infatti Digital Euro, è una moneta digitale che si può utilizzare soltanto nelle operazioni al dettaglio del circuito tradizionale in euro ed esclude i modelli di investimento tipici della blockchain, come è possibile fare con i Bitcoin, per intenderci. 

E’ stata la stessa BCE ad esporsi sulla creazione di questa moneta digitale che viene definita “uno strumento sicuro da utilizzare in un mondo in rapido cambiamento”. Se mastichi l’inglese ti consigliamo di cliccare qui e leggere il report di 55 pagine pubblicato dalla BCE, all’interno del quale si individuano le ragioni dell’accelerazione di un progetto di questo genere e si descrivono i possibili scenari di utilizzo del nuovo metodo di pagamento. Gli ultimi due paragrafi del report, denominati “The digital euro is not a crypto-asset or stablecoin” e “Wholesale application of a distributed infrastructure”, sono a nostro avviso i più esplicativi. Le considerazioni avanzate, infatti, si concentrano sui vantaggi offerti dai fattori di sicurezza e velocizzazione dei pagamenti in euro, dato che l’euro digitale sarà reso disponibile attraverso intermediari selezionati (“gatekeepers”) direttamente dalla BCE e monitorati per evitare speculazioni. Le prime sperimentazioni dovrebbero essere messe all’opera nell’estate 2021, successivamente alle quali, prevede sempre la BCE, saranno necessari fino a tre anni per installare e collaudare le infrastrutture.
Chi si aspettava una blockchain non dovrebbe comunque restare deluso visto che, per definizione, una criptomoneta europea alla Bitcoin non avrebbe potuto essere stata centralizzata dalla BCE né controllata da intermediari. Gli investitori, invece, potrebbero trovare nuovi strumenti di investimento non tanto per motivi di speculazione quanto per via della maggiore digitalizzazione del circuito monetario in euro. 

Cosa significa? Per capire meglio abbiamo contattato Giampaolo Lo Conte, imprenditore e trader di successo molto attivo nelle pubblicazioni inerenti l’economia digitale e le nuove frontiere degli investimenti in criptomonete. 

Giampaolo, grazie della tua disponibilità! Qual è il tuo giudizio a freddo sul Digital Euro? “Quest’anno avevo seguito le sperimentazioni portate avanti dalla Svezia con la sua E-Krona, una vera e propria criptomoneta statale costruita su una blockchain ed abilitata ai circuiti di pagamento nazionali. Mi aspettavo quindi che la BCE facesse qualcosa del genere su scala continentale, ma così non è stato. Comunque, non sono deluso: la digitalizzazione dell’Euro sarà un vantaggio per gli investitori.

Puoi spiegarci in parole povere perché prevedi un vantaggio per gli investitori di criptomonete? “Ci provo. Immaginate che tutti i cittadini europei debbano configurarsi questo nuovo metodo di pagamento sul cellulare, chiamiamolo “wallet” o portafoglio, e che questo strumento si agganci alle applicazioni già disponibili per gestire i pagamenti in criptomonete. Il risultato sarà il seguente: aumenterà il bacino d’utenza delle applicazioni che creano nuovi portafogli, aggregando le criptomonete e l’euro digitale, consentendo, quindi, maggiori  conversioni da quest’ultimo alle prime, e viceversa. Non c’è modo di sfuggire a questo processo, perché già succede con le carte prepagate o con altri strumenti di pagamento elettronici come Paypal che si aggregano in applicazioni che al loro interno permettono di transare monete digitali e criptovalute”.

Quindi, grazie al Digital Euro, più persone saranno portate a familiarizzare con questi “wallet” digitali ed aumenterà la circolazione delle criptomonete già tradizionali? “Esatto, e questo andrà a beneficio di chi ha investito sulle criptomonete, perché il loro valore aumenterà di pari passo con l’aumento dei conti personali”.

Facciamo un passo indietro: l’Europa voleva fare l’Eurocoin su blockchain ma arriva a progettare Digital Euro, e non è una criptomoneta. E’ una scelta politica? “Sicuramente si tratta di una vera e propria manovra politica e finanziaria che rientra nel contesto dei piani cashback già adottati, anche in Italia, con l’obiettivo di sradicare le vecchie abitudini e combattere l’uso del contante. Oggi l’euro digitale è “trademark” ed i banchieri di tutto il mondo possono iniziare a farsi un’idea del fenomeno della digitalizzazione dell’economia, cosa che, ad oggi, non era successa, anzi, gli stessi banchieri erano ostili alla digitalizzazione dell’economia tramite le criptomonete. Un’idea me la sono fatta anch’io: l’euro avrà ulteriore autorità in borsa, statene certi”.

Ringraziamo Giampaolo Lo Conte e rinnoviamo l’invito a sentirci presto per tornare di nuovo sull’argomento dell’euro digitale. Teniamo d’occhio i pareri ed i dossier pubblicati dalla Banca Centrale Europea attraverso il sito internet: https://www.ecb.europa.eu/paym/intro/news/html/index.en.html .

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